Pubblicità

Il destino di un cavaliere: Perché questo film è un “Must-Watch” (anche) per i DJ

Se pensate che un film ambientato nel Medioevo sia fatto solo di armature polverose, dialoghi solenni e nenie di clavicembalo, vi sbagliate di grosso. Il destino di un cavaliere (A Knight’s Tale, 2001) è un cortocircuito temporale pazzesco che ogni DJ e amante del “remix” culturale dovrebbe vedere, studiare e, soprattutto, ascoltare.

Ecco perché dovete assolutamente recuperarlo (o riguardarlo con occhi e orecchie diversi):

1. Una colonna sonora da “Main Stage” (Queen & David Bowie)

Il regista Brian Helgeland fa una scelta tanto folle quanto geniale: azzera la distanza storica usando il rock come linguaggio universale del tifo e dell’adrenalina.

  • L’apertura del film è già storia: un torneo di giostra medievale scandito dal ritmo tribale di “We Will Rock You” dei Queen, con il pubblico che batte le mani a tempo sugli spalti come se fosse a un concerto a Wembley.
  • E che dire della scena del ballo? Un momento di corteggiamento classico che, con un fantastico “switch” musicale, si trasforma sulle note di “Golden Years” di David Bowie.

La colonna sonora è una sequenza di tracce immortali (ci trovate anche Sly & the Family Stone, AC/DC ed Eric Clapton) che dimostra come il giusto pezzo possa cambiare completamente l’energia di una scena. Un vero e proprio DJ set cinematografico.

2. Il tocco magico di Roberto Pedicini (Un pescarese alla “scrittura”)

Per noi italiani c’è una chicca artistica straordinaria che rende questo film unico nel suo genere. Il protagonista, un immenso e compianto Heath Ledger, è doppiato da Roberto Pedicini, grandissimo attore e doppiatore originario di Pescara.

Ma Pedicini in questo film ha fatto molto di più che prestare semplicemente la sua incredibile voce: ha curato personalmente l’adattamento dei dialoghi e scritto i testi italiani. Tradurre un film che fonde trecento trecentesco e attitudine rock anni ’70 era un’impresa difficilissima. Pedicini è riuscito a mantenere intatta l’ironia, il ritmo serrato e la modernità dei dialoghi originali, regalandoci battute memorabili che scorrono fluide come un flow perfetto. Un lavoro di “editing” e riscrittura magistrale.

Il Verdetto

Il destino di un cavaliere non è solo la storia di un underdog che cambia il proprio destino. È un film che vive di ritmo, dove la musica non fa da semplice sfondo, ma è il motore dell’azione. Se cercate un esempio perfetto di come campionare il passato e renderlo modernissimo, questo film è la vostra prossima traccia preferita. Buon ascolto e buona visione!

GD&IA